Cambogia: mangiare per una giusta causa

Tante volte non c’è bisogno di fare chissà che per dare il proprio contributo ad una giusta causa: tante volte basta infilare le gambe sotto il tavolo e scegliere qualche piatto da un menù.

Una delle cose che racconto con più entusiasmo dei miei viaggi in Asia è la scoperta di quei ristoranti gestiti da associazioni umanitarie, i cui ricavati vanno a favore di progetti di vario genere.
Quando ho visto che qualcuno di questi posti era proprio sulla mia strada non ci ho pensato un attimo, e ho deciso di andare a provare!

Ecco perché quando sono stata a Phnom Penh ho cenato in zona Riverside, al Veijo Tonlé, scovato grazie alla Lonely Planet, che dedica un intero box a questi ristoranti.

Il Veijo Tonlé, al 237 di Sisowath Quay, è una manciata di metri quadrati affacciata sul Mekong, i cui incassi supportano la NCCLA, “New Cambodian’s Children Life Association”, un’organizzazione fondata nel 2004 allo scopo di migliorare la qualità della vita dei bambini cambogiani.

Non si tratta solo di orfani, ma di bambini in generale: gran parte della popolazione cambogiana vive sotto la soglia di povertà e le famiglie non riescono ad occuparsi dei propri figli.


Difficoltà economiche, genitori falcidiati da mine antiuomo o dall’AIDS obbligano i bambini ad abbandonare la scuola e la vita che dovrebbero avere alla loro età per mettersi a lavorare in cerca di sostentamento, nella migliore delle ipotesi.

La NCCLA è una delle associazioni che si occupa di garantire un posto in cui vivere ai bambini orfani, oltre che dei mezzi per studiare ai bambini delle famiglie disagiate, e chiunque può dare il suo contributo.

Non si tratta di fare volontariato in situazioni difficili, esperienza che richiede un investimento emotivo importante oltre che una forte convinzione, né di portare le solite penne o caramelle, che vanno benissimo nell’immediato, ma che di fatto non aiutano troppo a costruire una prospettiva con basi davvero solide.

Si tratta solo di godersi un pranzo, quindi, o una cena (tra l’altro si mangia molto bene: vi devo raccontare del mio pollo al lemongrass?) e lasciar fare a chi ha il polso della situazione, e sa come gestirla.

Tutto qui, che ne dite?

Il Veijo Tonlé è soltanto un esempio, di realtà di questo tipo ce ne sono tante, e ognuna con una buona causa da abbracciare.

Se vi interessa qualche nome per il Sudest asiatico e non avete troppa voglia di stare a cercare, contattateci qui, altrimenti divertitevi a curiosare per la rete: gli spunti davvero non mancano.

Intanto vi dico che ad agosto sarò di nuovo in Thailandia e che mi sono segnata qualche altro posto per andare a cena, tra Bangkok, Chiang Mai e Chiang Rai: poi vi farò sapere com’è andata!

About Cabiria Magni

Asia&Australia addicted, mango lover & certified dreamer. On my way to Shangri-la still practicing with zombie killing. Now backpacker, aspiring yogi for my future lives.

Rispondi