Il centro di riabilitazione Cope Centre a Vientiane

Il Laos attira l’attenzione del mondo per la sua affascinante natura selvaggia, per le splendide montagne, il possente fiume Mekong ed è conosciuto come “l’antico regno dei milioni di elefanti”, ma se si vuole entrare in contatto con la sua vera storia ,che di certo non si può definire fortunata, consiglio di visitare il Cope Centre.
Il Cope Centre è il centro di riabilitazione ubicato nella zona centrale della capitale Vientiane, nasce per far fronte alle vittime degli ordigni bellici, rimasti inesplosi e nascosti sul terreno durante i bombardamenti aerei americani nella guerra del Vietnam (1964-1973), a causa della quale il Laos, pur essendo neutrale, si è guadagnato il “titolo” di stato più bersagliato al mondo, con una percentuale di territorio bombardato e disseminato di mine pari all’80% rispetto la superficie totale del paese.

Dal 1964 ad oggi ben oltre 50’000 sono le vittime di esplosioni, delle quali il 23% vede come protagonisti i bambini. Il centro nasce nel 1997 come organizzazione no-profit, supportata da Australia, Germania e Regno Unito, in collaborazione con il Centro di Riabilitazione Medica Nazionale, garantisce servizi essenziali di fornitura protesi, necessarie alla reintegrazione degli arti superiori e anteriori, offre sedute di fisioterapia oltreché l’assistenza pediatrica e la terapia occupazionale, che nei casi più fortunati termina con il completo reintegro nella società.

Cope Centre

A seguito di tutto questo nel 2008 nasce il COPE VISITOR CENTRE, un museo allestito dettagliatamente con reperti bellici, nel quale si possono apprendere molte informazioni in merito ai costi e al montaggio delle protesi, oltre ai sistemi di disinnescamento di queste maledette mine inesplose, il fatto più preoccupante è la grande quantità di questi dispositivi presenti tuttora sul territorio. Personalmente mi sono effettivamente reso conto di questa dura realtà solo dopo aver messo piede al Cope Visitor Centre, dove la quantità di esplosivo recuperato e disinnescato dai volontari ha dell’ incredibile. All’interno del museo vengono proiettati alcuni film/documentario che descrivono approfonditamente questi fatti, in uno di questi una famiglia racconta la triste vicenda per la quale il figlio è stato vittima di un esplosione. Al termine del giro illustrativo, c’è un piccolo shop dove è possibile acquistare souvenir, i quali insieme alle donazioni contribuiscono a finanziare il centro sia per l’acquisto di nuove protesi che per le necessarie sedie a rotelle.
Per maggiori informazioni consiglio di visitare il sito www.copelaos.org.

Thanks Daniele!

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Tentativi più o meno riusciti di #viaggio responsabile.

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