Kangaroo Island

Kangaroo Island è uno di quei posti che a definirli unici al mondo di certo non si sbaglia: se decidete di andare in Australia fateci un salto, non ve ne pentirete!

Coi suoi 155 km di lunghezza e circa 50 di larghezza, è la terza isola australiana per estensione; si trova nello stato del South Australia, a 30 minuti di volo da Adelaide, o in alternativa a 45 minuti di traghetto da Cape Jervis.

La particolarità di Kangaroo Island sta nel fatto che più di un terzo del suo territorio è adibito a parchi nazionali o riserve naturali: ce ne sono in tutto 18. Su quest’isola sono presenti tantissime specie autoctone, diverse specie a rischio estinzione, e specie che altrove si vedono solo in fotografia, ed è proprio per questo motivo che le regole d’ingresso sono severe e i divieti rigidi: è quindi necessario informarsi con attenzione prima di partire.

A Kangaroo Island ci ho passato quattro giorni, che secondo me è il minimo per godersi l’isola senza troppa fretta.
Ho dormito in un B&B poco fuori Kingscote, e Norman, il proprietario, mi ha consigliato un koala walk non troppo distante da lì, sulla strada per il Flinders Chase National Park: niente di organizzato, semplicemente una macchia di eucalipti dove si è stabilita una bella colonia di questi animali. La struttura, se così possiamo chiamarla, viene mantenuta dalle donazioni dei visitatori che vogliono versare un obolo per i volontari che si occupano di tener pulita l’area.

Koala

Ma dicevo del Flinders Chase National Park: riveste il lato ovest dell’isola, ed è il più grande tra i 18 parchi; si gira in macchina, e la varietà di flora e fauna è di quelle impressionanti: tea-tree, acacie, aquile marine, ornitorinchi, bisogna solo guardarsi attorno!
Consigliatissimo procurarsi una cartina al visitor centre all’ingresso, che è un attimo perdersi per sentieri, inseguendo inebetiti degli animali che paiono usciti da un racconto di Piero Angela.

Sempre in questa zona, spostandosi lungo la South Coast road in direzione est, ci sono due conformazioni rocciose che sono diventate un po’ il biglietto da visita di Kangaroo Island: Remarkable Rocks e Admiral’s Arch.
Sono il risultato dell’andirivieni delle onde sulla costa, che nel lato sud è molto frastagliata e scoscesa, e garantisco che a guardarle ci si domanda se sono opera di un qualche scultore.
Nei pressi dell’Admiral’s Arch, poi, si è stabilito un gruppo di otarie neozelandesi: sono talmente tante che il loro verso riesce quasi a coprire il rumore delle onde, e da queste parti ce ne vuole davvero!

Lungo la costa sud ci sono almeno altri due luoghi che meritano una tappa: Vivonne Bay, che qualche anno fa è stata votata come miglior spiaggia d’Australia (ho voluto fermarmi proprio per questo motivo, potevo farmela scappare?), e Seal Bay.
Seal Bay è forse uno dei posti più gettonati di Kangaroo Island: in questo parco naturale risiede una grande colonia di leoni marini australiani, che costituisce circa il 10% della popolazione mondiale di questa rarissima specie; per evitare di disturbarli troppo, alla spiaggia si accede solo se accompagnati dal ranger, altrimenti ci si deve accontentare di godersi lo spettacolo dalle passerelle tutto attorno.

Proseguo il tour virtuale segnalando che se avete voglia di grandi spiagge sabbiose e acque un po’ più tranquille (tenendo presente che sempre di oceano stiamo parlando), allora il vostro posto è la costa nord: seguite la North Coast road e sicuramente avrete l’imbarazzo della scelta su dove fermarvi.
Se proprio siete indecisi e vi serve una spintarella, vi suggerisco Emu Bay: di colori così belli, giuro, ne ho visti pochi in vita mia.

Ma voglio finire in bellezza, con i pinguini!
Non è che i pinguini stanno solo al Polo Sud, si sono spinti anche un po’ più sopra. A Penneshaw e a Kingscote, in particolare, vengono organizzati tour notturni per starli a guardare mentre ogni sera tornano sulla terraferma, dopo una giornata passata in acqua a procacciare cibo.
Ora io non sono fan di tutto ciò che è organizzato in genere, ma anche qui, se volete accedere alla spiaggia, dovete farlo accompagnati da una guida: in casi come questo ci sta, perché, se una massa di incompetenti come me si avventurasse armata della sola curiosità, potrebbe fare dei danni seri.
Lo sapevate ad esempio che i pinguini hanno un senso dell’orientamento precario? Se gli tagliate la strada rischiano di perdersi, e di non riuscire più a fare ritorno dai loro piccoli, che aspettano il cibo. Questa me l’ha detta Roger, la guida in seconda che mi sono accaparrata in fondo alla fila e che non ho mollato tutto il tempo (praticamente un martire).
I pinguini non li ho stressati di certo, ma lui temo proprio di sì, sant’uomo!

Guarda la galleria completa a questo link!

About Cabiria Magni

Asia&Australia addicted, mango lover & certified dreamer. On my way to Shangri-la still practicing with zombie killing. Now backpacker, aspiring yogi for my future lives.

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