#ICarePeople

Immagini dalla Thailandia: le foto di chi ci è stato

29 lug , 2014   Gallery

Wep Italia

Le abbiamo raccolte tutte in questa galleria, man mano che ce le inviavano dalla WEP. Sono facce sorridenti, sono facce di tutti quelli che sono passati dai progetti in Thailandia, gli stessi che ci aspettano tra una decina di gironi. Sono facce di chi sta trascorrendo il proprio tempo arricchendo prima di tutto se stessi, oltre che ad aiutare per quanto possibile la popolazione del luogo. E sono facce di giovani che passano in maniera responsabile le proprie vacanze, una scelta che non tutti sono disposti a compiere.

Io non vedo l’ora di conoscerli, di vivere la loro esperienza e poterla raccontare con i miei di scatti. Magari qualcuno di loro li incrocio proprio sul posto: il nostro #icarethai vi racconterà il viaggio in diretta.

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#ICareProjects

Intervista a Lodovico Mariani di Intersos

15 lug , 2014  

Philippines, Tacloban . ALESSIO ROMENZI

Delle iniziative di Agire abbiamo già parlato in un post qualche tempo fà. E con lo stesso spirito oggi vogliamo raccontarvi quali sono stati gli interventi nelle Filippine, dopo il passaggio del tifone che ha colpito quasi 15 milioni di persone. Agire e Croce Rossa Italiana hanno attivato una mobilitazione straordinaria per far fronte all’emergenza, in cooperazione con alcune ONG tra cui Intersos che, nello specifico, si è concentrato nei principali distretti del Municipio di Tanauan, nella regione di Eastern Visayas, Provincia di Leyte, a 20 km a sud di Tacloban City, capitale provinciale. In circostanze di questo genere, la priorità è quella di provvedere ai servizi di prima necessità, soprattutto a quelle strutture che garantiscono assistenza alla popolazione. L’esperienza di chi ci è stato è sempre il modo migliore per capire qual è la situazione attuale della nazione e come è possibile sostenere le attività nel futuro. Lodovico Mariani, capo missione dell’intervento di Intersos nelle Filippine, arrivato nei territori colpiti a poche ore dal passaggio del tifone Haiyan.
Lasciamo a lui il racconto dell’esperienza filippina.

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#ICareProjects

Singburi: l’importanza di lasciare il segno

8 lug , 2014  

wep Singburi

“Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato, in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero, o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos’altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l’uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere, sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, sul quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita”.

[Ray Bradbury, ‘Fahrenheit 451’]

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#ICarePlaces

Kangaroo Island

1 lug , 2014  

Leoni marini a Seal Bay

Kangaroo Island è uno di quei posti che a definirli unici al mondo di certo non si sbaglia: se decidete di andare in Australia fateci un salto, non ve ne pentirete!

Coi suoi 155 km di lunghezza e circa 50 di larghezza, è la terza isola australiana per estensione; si trova nello stato del South Australia, a 30 minuti di volo da Adelaide, o in alternativa a 45 minuti di traghetto da Cape Jervis.

La particolarità di Kangaroo Island sta nel fatto che più di un terzo del suo territorio è adibito a parchi nazionali o riserve naturali: ce ne sono in tutto 18. Su quest’isola sono presenti tantissime specie autoctone, diverse specie a rischio estinzione, e specie che altrove si vedono solo in fotografia, ed è proprio per questo motivo che le regole d’ingresso sono severe e i divieti rigidi: è quindi necessario informarsi con attenzione prima di partire.

A Kangaroo Island ci ho passato quattro giorni, che secondo me è il minimo per godersi l’isola senza troppa fretta.
Ho dormito in un B&B poco fuori Kingscote, e Norman, il proprietario, mi ha consigliato un koala walk non troppo distante da lì, sulla strada per il Flinders Chase National Park: niente di organizzato, semplicemente una macchia di eucalipti dove si è stabilita una bella colonia di questi animali. La struttura, se così possiamo chiamarla, viene mantenuta dalle donazioni dei visitatori che vogliono versare un obolo per i volontari che si occupano di tener pulita l’area.

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#ICareProjects

Wildlife conservation: gli elefanti di Huay Pakoot

24 giu , 2014  

Baby Elephat

Come avevo anticipato, i programmi che andremo a visitare con WEP in Thailandia sono due, completamente diversi l’uno dall’altro. Oggi vi parlo del progetto di “wildlife conservation” di Huay Pakoot che si occupa di elefanti, che casomai interessasse a qualcuno, sono i miei animali preferiti.

Diciamo subito che ci sono delle grandi differenze tra l’elefante africano e quello asiatico, provate a guardare qui:

differenze elefante asiatico africano

E ne abbiamo messa giusto qualcuna!

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#ICareProjects

Il centro di riabilitazione Cope Centre a Vientiane

17 giu , 2014  

Cope Centre 02

Il Laos attira l’attenzione del mondo per la sua affascinante natura selvaggia, per le splendide montagne, il possente fiume Mekong ed è conosciuto come “l’antico regno dei milioni di elefanti”, ma se si vuole entrare in contatto con la sua vera storia ,che di certo non si può definire fortunata, consiglio di visitare il Cope Centre.
Il Cope Centre è il centro di riabilitazione ubicato nella zona centrale della capitale Vientiane, nasce per far fronte alle vittime degli ordigni bellici, rimasti inesplosi e nascosti sul terreno durante i bombardamenti aerei americani nella guerra del Vietnam (1964-1973), a causa della quale il Laos, pur essendo neutrale, si è guadagnato il “titolo” di stato più bersagliato al mondo, con una percentuale di territorio bombardato e disseminato di mine pari all’80% rispetto la superficie totale del paese.

Dal 1964 ad oggi ben oltre 50’000 sono le vittime di esplosioni, delle quali il 23% vede come protagonisti i bambini. Il centro nasce nel 1997 come organizzazione no-profit, supportata da Australia, Germania e Regno Unito, in collaborazione con il Centro di Riabilitazione Medica Nazionale, garantisce servizi essenziali di fornitura protesi, necessarie alla reintegrazione degli arti superiori e anteriori, offre sedute di fisioterapia oltreché l’assistenza pediatrica e la terapia occupazionale, che nei casi più fortunati termina con il completo reintegro nella società.

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