#ICareProjects

Fair Trade: I love Cambodia

16 mar , 2014  

Tuk Tuk Riscio

Questa è la storia di come, mentre me ne stavo a zonzo senza troppe pretese per il vecchio mercato di Siem Reap, l’Old Market, mi sono ritrovata invischiata in una storia tra Giappone e India, io che ero giusto alla ricerca di qualcosa per appesantire lo zaino dei ricordi.

Siem Reap è una cittadina dove tutto è a misura di turista, una di quelle che vivaddio ogni tanto ci vuole, così si prende una bella boccata d’ossigeno e si tira il fiato.
Siem Reap è perfetta dopo una giornata passata andando per templi, col suo marasma di negozietti, ristoranti, e venditori di banana pancake di strada.
Il mercato notturno, poi, è un’accozzaglia di colori, rumori e ovviamente odori, carico com’è di spezie, cibo e persone.

Tra le tante bancarelle che hanno attirato la mia attenzione e il mio portafoglio, ce n’è stata una dove mi sono fermata un po’ più di tempo, che volevo capire bene.

I love Cambodia.

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#ICarePlaces

Srah Srang

10 mar , 2014  

Srah Srang

Tutti hanno sentito parlare dei templi di Siem Reap, in Cambogia.

Molti hanno probabilmente sentito parlare dello Srah Srang, la “vasca delle abluzioni”.
Non sono invece tanti quelli che sanno che sulle rive dello Srah Srang c’è un villaggio, che da questa vasca ha preso in prestito il nome.

Innanzitutto, cos’è uno srah.
E’ un serbatoio d’acqua a cielo aperto, scavato nel terreno per scopi legati sia all’agricoltura che alla religione: attorno al complesso dei templi di Angkor ce ne sono diversi.
Lo Srah Srang sta vicino al Banteay Kdei, non troppo lontano dal più famoso Ta Prohm, il tempio di Tomb Rider, giusto per intenderci!

Ma non divaghiamo.

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#ICareEverywhere

Cambogia: mangiare per una giusta causa

1 mar , 2014  

Veijo Tonlé cambodia

Tante volte non c’è bisogno di fare chissà che per dare il proprio contributo ad una giusta causa: tante volte basta infilare le gambe sotto il tavolo e scegliere qualche piatto da un menù.

Una delle cose che racconto con più entusiasmo dei miei viaggi in Asia è la scoperta di quei ristoranti gestiti da associazioni umanitarie, i cui ricavati vanno a favore di progetti di vario genere.
Quando ho visto che qualcuno di questi posti era proprio sulla mia strada non ci ho pensato un attimo, e ho deciso di andare a provare!

Ecco perché quando sono stata a Phnom Penh ho cenato in zona Riverside, al Veijo Tonlé, scovato grazie alla Lonely Planet, che dedica un intero box a questi ristoranti.

Il Veijo Tonlé, al 237 di Sisowath Quay, è una manciata di metri quadrati affacciata sul Mekong, i cui incassi supportano la NCCLA, “New Cambodian’s Children Life Association”, un’organizzazione fondata nel 2004 allo scopo di migliorare la qualità della vita dei bambini cambogiani.

Non si tratta solo di orfani, ma di bambini in generale: gran parte della popolazione cambogiana vive sotto la soglia di povertà e le famiglie non riescono ad occuparsi dei propri figli.

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#ICareProjects

Books for Bali project

1 mar , 2014  

Ganesha book shop Ubud

Un libro è uno dei regali più belli che si possa fare, scommetto che siamo in molti a pensarla a questo modo!
Un libro racconta molto di più di quello che racchiude tra le sue pagine: quando viene regalato, racconta molto anche di chi lo regala.

Un libro non è mai scelto per caso, c’è sempre un pensiero dietro, ed è forse per questo che fa piacere riceverne, è una specie di dichiarazione di stima, di affetto,
O di amore.

E poi la carta: chi non si diverte a perdersi tra gli scaffali di una libreria anche solo per sentire il profumo delle pagine?

La scorsa estate, a Bali, ero in cerca di testi di indonesiano e più di un balinese mi ha suggerito di andare alla libreria Ganesha, a Ubud: la cosa mi ha incuriosita, perché dall’entusiasmo sembrava davvero un di quei posti imperdibili!

Ci sono andata.

Questa specie di bilocale a ridosso del centro, sulla Jalan Raya, vicino all’ufficio postale, mi ha rapita, tanto che ci sono rimasta mezza giornata, a zonzo tra gli scaffali.
Ma quello che più mi ha colpita è il progetto che questi ragazzi hanno avviato: Books for Bali project.

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#ICareEverywhere

Bali – bye bye plastic bags!

28 feb , 2014  

Plastic Bag

Ogni paradiso ha il suo lato terrestre e Bali non è certamente da meno.

Nel caso di Bali il lato terrestre puzza un po’ di plastica bruciata e quindi si fa notare senza troppi complimenti: capita di passare per strada e vedere colonne di fumo nero che si alzano verso il cielo, annunciate da un tanfo che fa storcere il naso.
Capita di inciampare in sacchetti di plastica e altra spazzatura quando si cammina sul marciapiede o peggio ancora in spiaggia.

Perché?

A questioni del genere non è mai facile rispondere, e la tendenza è sempre quella di cercare la motivazione che fa più comodo.

Sicuramente il turismo ci mette del suo: Bali è una delle destinazioni più gettonate del Sudest asiatico (più di 3 milioni di visitatori nel 2013) e questo non può non creare un impatto.

A Bali manca quasi totalmente un sistema di raccolta e di smaltimento di rifiuti, vuoi anche perché non è facile trovare lo spazio fisico per costruirne uno: la discarica più grande sta dalle parti di Denpasar, vicino all’aeroporto, e per costruirla sono stati tagliati ettari di mangrovie.

A Bali c’è una scarsa cultura del riciclaggio e della sensibilità ambientale, e questo è un dato da non sottovalutare.

Sono tutte spiegazioni che hanno un senso, ma prese così ci si fa ben poco.

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