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Partiamo con la WEP

10 giu , 2014  

Quella del volontariato in viaggio è da sempre una questione dibattuta, a tratti direi perfino spinosa.

Mi sono affacciata a questo mondo con molta cautela, e dopo essere stata nella cosiddetta seconda linea a guardare che succedeva, adesso è venuto il momento di affrontarlo. Con i piedi di piombo.

E così quest’estate ho deciso di partire!
Parto con la WEP insieme a Raffaele, l’altra metà di Something To Care.

Una delle cose che più mi sono piaciute di questa organizzazione è il fatto di lavorare a stretto contatto con le associazioni locali, senza imporsi dall’esterno: gli aiuti non piovono dall’alto di un contesto completamente estraneo, ma arrivano da dentro, e a mio modo di vedere questo fa una gran differenza.

Poi c’è la questione della fiducia, che è fondamentale quando si decide di intraprendere esperienze di questo genere.

La fiducia deve poter essere alla base del rapporto con l’organizzazione individuata prima ancora di decidere di partire: troppe volte ho letto e sentito di buone intenzioni finite male.
Troppe persone mi hanno detto “io farei anche qualcosa, ma come faccio a fidarmi? Come faccio a sapere che i miei sforzi non vanno ad ingrassare il furbo di turno?”

Sono domande che mi faccio da sempre anche io, ed è per questo motivo che con Raffaele siamo andati a Torino, nella sede della WEP: siamo andati a renderci conto di persona.
Che poi è l’unica alternativa al famoso passaparola (la sorella del cugino dell’amico ha sempre la sua da dire, e alle volte ci becca).

A Torino abbiamo trovato un bel clima, familiare, e si è aperto anche un bel confronto sulle famose questioni spinose cui facevo accenno all’inizio, il mio cruccio di sempre.

Più di una volta mi sono trovata in mezzo a dibattiti del tipo “vado a fare volontariato e devo pure pagare”.
Messa così non fa una piega, ma adesso vi dico la mia.

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Quelli che partono come me e Raffaele (è vero che noi siamo un caso un po’ a parte, ma buttiamo comunque tutto nel calderone) non sono di certo dei professionisti, non vanno a fornire prestazioni altamente qualificate, vanno per provare a rendersi utili, e spesso lo fanno perché mossi da una punta di sano egoismo.

Partono (partiamo) per aiutare, ma alla fine sono loro a ricevere aiuto: ci sono bellissime storie di persone che tornate da esperienze di questo tipo come prima cosa dicono “sono andato per dare, e ho ricevuto molto di più di quel che ho lasciato” (anche qui su Something to Care ne abbiamo raccolta qualcuna).
Forse il bello sta proprio qui, nel lasciarsi sorprendere da questa inversione dei ruoli.

Allora azzardo: più che di volontariato, sarebbe opportuno parlare di esperienza, di occasione di crescita.
Ecco perché non ci vedo niente di male a dare un contributo, per non pesare sulle spalle di chi sta lavorando seriamente da anni in un certo contesto e magari fa pure fatica ad avere finanziamenti per portare a termine un progetto: è una mano in più (a patto di sapere dove finiscono questi soldi, ma qui torniamo alla questione della fiducia).

Parliamoci chiaro: una persona che parte per due settimane o per un mese non cambia il mondo, anzi, il più delle volte fa un po’ di casino, perché va ad alterare degli equilibri spesso precari (ho avuto un bellissimo scambio in merito con Alberto Cannetta dell’associazione “Il Nodo”, che lavora in Cambogia: prometto che ve ne parlo!).

Per fare volontariato sul serio serve un enorme investimento di tempo e di risorse: è la scelta di una vita.

Che altro dire a questo punto se non che è ufficiale, partiamo con WEP!

Prenderemo parte a due progetti in Thailandia, anche se per un periodo limitato.
Se siete curiosi di sapere quali sono, vi chiedo di pazientare ancora un po’, perché meritano davvero di essere raccontati a parte, non ce li vedo proprio stretti in un paio di righe.

Nel frattempo vi lascio il link del sito della WEP, per andare a curiosare un po’ e vedere quali sono i loro progetti.

Perchè io come al solito finisco in Asia, ma il mondo non finisce certo lì.

About Cabiria Magni

Asia&Australia addicted, mango lover & certified dreamer. On my way to Shangri-la still practicing with zombie killing. Now backpacker, aspiring yogi for my future lives.

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14 Responses

  1. […] aspetta non sarà solo un viaggio nel senso stretto del termine, gli obiettivi sono anche altri, ma ho già anticipato qualcosa su Something To Care, quindi vi risparmio tutta la storia anche da queste […]

  2. […] deciso, ed è la cosa a cui tengo di più: ne ho parlato l’altro giorno su Something to Care, vi metto il link se non l’avete visto e siete curiosi, poi magari ditemi che ne […]

  3. Danila scrive:

    Davvero una bella iniziativa!
    Non vedo l’ora di saperne di più!

  4. tripvillage scrive:

    Come commentato su Google+ sono molto curiosa perchè è un’idea che ho in mente da un pò!!
    Vi seguirò sicuramente! e intanto vado a vedere il sito Wep 😉
    Grazie!!

  5. mara scrive:

    Cara Cabiria, ti seguo da un po’, in silenzio. Ho scoperto il tuo blog per caso, grazie ad un paio di amici in comune. Mi piace il tuo modo di viaggiare e mi piace il tuo modo di parlare dei tuoi viaggi. Con questo post mi hai definitivamente conquistata. Non solo e non tanto perchè stai per fare un’esperienza che, prima o poi, vorrei fare anch’io ma per il tuo approccio, il tuo dire: vado per aiutare ma alla fine sarò io che riceverò un aiuto, un insegnamento, da loro. Bellissima la frase che citi: “sono andato per dare, e ho ricevuto molto di più di quel che ho lasciato”. Sono curiosa di leggere il tuo post dopo (magari anche durante) questa esperienza. Sono sicura che imparerai moltissimo da essa ma anche che cercherai di dare tanto.
    Ciao e in bocca al lupo!
    Mara

    • Cabiria Magni scrive:

      Crepi il lupo, Mara!
      Ti ringrazio tantissimo per le parole che hai scritto, davvero, le togli a me le parole!
      E sono felice che un post come questo possa essere spunto anche solo per prendere in considerazione l’idea di partire e cimentarsi con un’esperienza del genere.
      Da parte mia, prometto che farò il possibile per darvi fastidio anche mentre sono via e raccontare “live” quello che succederà in Thailandia, con gli scritti e con le immagini.
      Intanto grazie ancora per esserci!!

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